2019-02-05

Monica Romano è candidata al Credit Management & Collection Awards 2019

When, while the lovely valley teems with vapor around me, and the meridian sun strikes the upper surface of the impenetrable foliage of my trees, and but a few stray gleams steal into the inner sanctuary, I throw myself down among the tall grass by the trickling stream; and, as I lie close to the earth, a thousand unknown plants are noticed by me: when I hear the buzz of the little world among the stalks, and grow familiar with the countless indescribable forms of the insects and flies, then I feel the presence of the Almighty, who formed us in his own image, and the breath of that universal love which bears and sustains us, as it floats around us in an eternity of bliss; and then, my friend, when darkness overspreads my eyes, and heaven and earth seem to dwell in my soul and absorb its power, like the form of a beloved mistress, then I often think with longing, Oh, would I could describe these conceptions, could impress upon paper all that is living so full and warm within me, that it might be the mirror of my soul, as my soul is the mirror of the infinite God!

O my friend — but it is too much for my strength — I sink under the weight of the splendor of these visions! A wonderful serenity has taken possession of my entire soul, like these sweet mornings of spring which I enjoy with my whole heart. I am alone, and feel the charm of existence in this spot, which was created for the bliss of souls like mine.

I am so happy, my dear friend, so absorbed in the exquisite sense of mere tranquil existence, that I neglect my talents. I should be incapable of drawing a single stroke at the present moment; and yet I feel that I never was a greater artist than now.

When, while the lovely valley teems with vapor around me, and the meridian sun strikes the upper surface of the impenetrable foliage of my trees, and but a few stray gleams steal into the inner sanctuary, I throw myself down among the tall grass by the trickling stream; and, as I lie close to the earth, a thousand unknown plants are noticed by me: when I hear the buzz of the little world among the stalks, and grow familiar with the countless indescribable forms of the insects and flies, then I feel the presence of the Almighty, who formed us in his own image, and the breath of that universal love which bears and sustains us, as it floats around us in an eternity of bliss; and then, my friend, when darkness overspreads my eyes, and heaven and earth seem to dwell in my soul and absorb its power, like the form of a beloved mistress.

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I crediti deteriorati nella nuova classificazione di Bankitalia

La Banca d’Italia ha introdotto una nuova classificazione dei crediti deteriorati

In applicazione del nuovo regolamento di Implementing Technical Standard (IST) dell’Autorità Bancaria Europea (ABE), la Banca d’Italia ha introdotto una nuova classificazione dei crediti deteriorati suddividendoli in:

1) sofferenze;

2) inadempienze probabili;

3) esposizioni scadute e/o sconfinanti.

Quanto alle sofferenze, si tratta di crediti che la banca vanta verso soggetti debitori che si trovano in stato d’insolvenza o situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalla previsione di eventuali perdite.

Le inadempienze probabili (detti anche UTP – unlikely to pay) sono i crediti di cui la banca giudica improbabile l’incasso di capitale e/o interessi da parte del debitore senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie.

Le esposizioni scadute-sconfinanti deteriorate sono quelle infine che si trovano in tale situazione da oltre 90 giorni e superano una prefissata soglia di materialità.

A queste tre tipologie di crediti ne è stata affiancata una quarta: i crediti forborne, ovvero crediti oggetto di concessioni da parte della banca.

Le misure di forbearance costituiscono delle modifiche alle originarie condizioni contrattuali della linea di credito che la banca concede all’impresa cliente. Tali misure possono essere applicate a clienti classificati in stato di deterioramento oppure a clienti in bonis, ma che semplicemente stanno attraversando un momento di difficoltà finanziaria.

Tra tutte queste categorie particolare attenzione è rivolta ai crediti UTP, stima di valore lordo pari a 99 miliardi, laddove l’interesse è dato non solo dal loro ammontare, ma dalla necessità di mettere in piedi una macchina creditizia – qual è la banca – pronta e capace a valutare i progetti dei clienti, per decidere se finanziarli o meno.

Per farlo è necessario creare competenza attraverso un percorso formativo che insegni ad avere un approccio nuovo, di “due diligence”, nella gestione di questa tipologia di credito. Solo così si potranno adottare soluzioni e strumenti ad hoc, quali questo tipo di credito richiede per essere gestito al meglio e non essere svenduto in modo massivo.

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Oppurtunità dell’azione legale per il recupero di un credito di valore modesto

Oppurtunità dell’azione legale per il recupero di un credito di valore modesto

Il recupero del credito insoluto di valore modesto gode di esenzioni e costa meno

La soglia del valore del credito insoluto è il primo elemento da considerare nella scelta dell’avvio di una azione legale, ma non l’unico.

Comunemente si ritiene che tanto più basso sia l’ammontare del credito insoluto tanto meno convenga azionare le vie legali, ma non è sempre così.

Vanno infatti tenuti in considerazione due aspetti importanti:

  • il primo è la parziale esenzione dai costi di giustizia per i crediti di valore inferiore a € 1.033,00
  • il secondo è la maggiore possibilità di recupero non solo del credito ma anche delle spese legali.

Con riferimento al primo aspetto, l’azione legale può essere portata avanti fino alla notifica del precetto sostenendo esclusivamente i costi che seguono:

  • contributo unificato per il deposito del ricorso (€ 21,50);
  • notifica del titolo ottenuto (€ 10,53);
  • notifica dell’atto di precetto (sempre € 10,53) se si decidesse di procedere anche con tale attività;

mentre l’azione è esente:

  • dal costo della marca di deposito del ricorso (€ 27,00);
  • dal costo di autentica delle copie (€ 11,54);
  • dal costo della tassa di registro per l’apposizione della formula esecutiva (circa € 400,00).

Dunque con soli € 42,56 di anticipazioni (contro le consuete €481 circa), l’azione legale può essere condotta fino a poco prima dell’azione esecutiva, la fase maggiormente temuta dal debitore.

Il credito di valore modesto è più facilmente recuperabile

Per quanto invece riguarda le maggiori possibilità di recupero del credito di valore modesto, l’esperienza su un numero cospicuo di lavorazioni conferma che, esse aumentano sensibilmente e che i crediti di valore modesto sono più facilmente recuperabili con l’avvio dell’azione legale.

Naturalmente la variabile di maggior rilievo, nel fare queste considerazioni è sempre la quantità di posizioni creditorie in sofferenza che affliggono l’azienda.

Anche un numero non altissimo di posizioni può tuttavia mettere a disagio le finanze di una piccola azienda e la valutazione concreta della recuperabilità del credito può avere un impatto sulle politiche commerciali e sulla scelta dei metodi di lavorazione degli insoluti.

Le indagini e le istruttorie sulla reperibilità, la circostanza che il debitore sia ancora commercialmente attivo e l’esito della diffida già inviata hanno un forte impatto sul tasso di successo dell’azione di recupero, anche per i crediti di modesto valore.

Può valere la pena “istruire” le pratiche con metodo, acquisendo le informazioni commerciali e agendo con tempestività.

La disponibilità a concedere dilazioni o, se la posizione lo consente, sconti a saldo e stralcio, sono atteggiamenti che aumentano le possibilità di successo dell’azione di recupero che comunque, salvo situazioni eccezionali e analizzate caso per caso, non proseguiranno con l’ulteriore fase esecutiva.

Il rapporto con l’avvocato può essere negoziato e dipende anche dalla quantità delle posizioni e dal successo del suo lavoro

È vero che spesso il creditore dovrà concedere dilazioni di pagamento, ma è altrettanto vero che questo consente più facilmente di inserire nel piano di rientro anche le spese legali, così che l’avvocato sarà “incluso” nella rateazione e il suo costo non graverà sull’azienda creditrice.

Per quanto riguarda infatti il compenso dell’avvocato, per l’azienda che avesse da gestire un numero di posizioni rilevante, se non addirittura massivo, potrebbe rivelarsi preferibile prevedere, oltre al rimborso delle anticipazioni di cui si è detto sopra, una quota di onorari fissa in misura inferiore a quella che normalmente viene liquidata dal giudice in sede di emissione del decreto ingiuntivo.

A questo onorario “forfettario”, andrebbe poi abbinata una quota percentuale variabile secondo il valore del credito o l’ammontare effettivamente incassato.

In caso di mancato recupero del credito l’azienda creditrice avrà così sostenuto un costo modesto e ridotto il rischio che il recuperato vada a coprire, per una quota rilevante, le spese legali.

In caso di successo, le spese saranno recuperate con il credito e la formula della “success fee”, sarà incentivante anche per lo studio legale che condividerà la soddisfazione per il successo delle attività.

L’esperienza del mio studio su lavorazioni di grandi quantità di posizioni creditorie di valore modesto, conferma che quando il debitore è reperibile e ancora attivo commercialmente, il credito viene recuperato, magari in misura a saldo e stralcio oppure integralmente e, in quest’ultimo caso, molto più facilmente in presenza di una dilazione, ma nella quasi totalità dei casi, sempre includendo la copertura delle spese legali e delle anticipazioni necessarie per azionarlo.

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La policy aziendale per prevenire gli insoluti gravi

Alcuni elementi variabili del credito in sofferenza consentono di gestire con più efficacia il credito insoluto

Gli elementi comuni a tutti i crediti, da tenere in considerazione per l’introduzione di policy efficaci atte a prevenire il cronicizzarsi di situazioni di insoluto in azienda sono almeno tre

  • il valore del credito;
  • la circostanza che il debitore sia o meno un cliente commercialmente ancora attivo;
  • l’esistenza o meno di una contestazione.

A seconda della combinazione di questi tre elementi andranno calibrate le azioni e la policy aziendale sulla gestione del credito.

Un rapporto convenzionale che consenta allo studio legale di collaborare con l’azienda anche in una fase molto precoce e preventiva dell’insorgenza di situazioni di insolvenza, consentirebbe di predisporre i prospetti per la raccolta di dati che, combinando differentemente questi elementi consentendo al settore amministrativo di segnalare tempestivamente le situazioni di sofferenza e di intervenire nel modo più adeguato.

Chi gestisce il recupero del credito in azienda, con il tempo, raccogliendo continuativamente questi dati, potrebbe acquisire la giusta sensibilità su come gestire l’insoluto, aiutato in questo dall’avvocato anche per limitare al massimo il suo intervento ai casi in cui è necessario.

Il primo criterio fondamentale su cui basare la classificazione delle posizioni debitorie nel prospetto è la circostanza che il credito sia oggetto di contestazione o meno, mentre le altre due variabili – valore del credito e persistenza dell’attività commerciale del cliente si potranno combinare, differentemente nell’una o nell’altra eventualità, per decidere e farne discendere le azioni da svolgere.

Come prevenire gli insoluti in azienda

Infatti per il credito contestato l’obiettivo primario dell’azienda, che intenda prevenire gli insoluti, è il riconoscimento di debito (preferibilmente scritto, magari attraverso uno scambio di mail), sulla sua esistenza e sulla somma non contestata.

Nel caso si dovesse passare ad una gestione giudiziale del credito, infatti questo riconoscimento costituirà l’elemento centrale delle azioni successive.

È evidente che dove non si riesca ad ottenere il riconoscimento del debito, la scelta se intraprendere l’azione legale sarà condizionata soprattutto dal valore del credito e basata sulla bontà delle contestazioni e sulla pericolosità che esse potrebbero rappresentare in caso di giudizio in contraddittorio.

In caso il cliente non sia più attivo commercialmente l’attività di gestione dell’insoluto e di recupero del credito e persino l’avvio dell’eventuale azione legale deve essere rapida e tempestiva.

Il debitore che si trovi in situazione di difficoltà e non abbia più bisogno dei servizi dell’azienda infatti, tenderà a non considerare prioritario il pagamento di quel debito rispetto ad altri.

La considerazione e la distinzione dei crediti in sofferenza, attuata dal settore amministrativo dell’azienda in relazione al valore del credito, infine, consente di differenziare ulteriormente la tempistica e la qualità delle azioni da compiere nella gestione del credito insoluto.

Se è vero che per i crediti modesti il costo dell’azione legale (ricorso per decreto ingiuntivo, copie e notifica dell’atto di precetto), è probabilmente inopportuno e antieconomico, va individuata la soglia al di sotto della quale l’azione risulta comunque statisticamente proficua.

Questa classificazione, infatti, deve tenere conto:

  • da un lato, del fatto se l’azione è esente da tutta una serie di voci spesa (marche, notifica, tassa sull’apposizione della formula esecutiva sul titolo);
  • dall’altro, proprio perché si tratta di valori modesti, del fatto che le percentuali di recuperabilità sono statisticamente più alte e spesso consentono di recuperare anche le spese legali benché con piani di rientro dilazionati.
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Una prassi in tre mosse per il recupero del credito d’impresa

Il settore amministrativo dell’azienda ricopre un ruolo chiave nella gestione dell’insoluto, per semplificare e rendere più efficace le azioni di recupero del credito

Come qualunque problema ricorrente nella vita d’azienda, il credito insoluto può essere affrontato con procedure efficaci già dal personale che in azienda ricopre il livello amministrativo, grazie alla introduzione di semplici policy che permettano la corretta allocazione e la tempestiva gestione del credito insoluto.

Gli aspetti più importanti per una gestione del credito “sana” all’interno dell’azienda sono quelli che consentano:

  1. che si abbia tempestiva visibilità dell’insoluto;
  2. che si possa intervenire con rapidità nell’eseguire il sollecito già internamente all’azienda;
  3. che il cliente moroso percepisca che l’azienda è vigile rispetto alla puntualità dei suoi pagamenti.

Vanno introdotte in azienda chiare prassi che consentano di segnalare i ritardi nei pagamenti e che facciano discendere, da questi segnali di allarme, azioni concrete di pro-memoria o di sollecito cortese, che hanno l’effetto di rendere noto al cliente che l’azienda lo conosce, lo monitora ed è attenta alle sue problematiche.

L’effetto sul cliente in difficoltà sarà, in buona parte, quello di consentirgli di manifestare un problema o di risolverlo immediatamente.

Nei casi in cui questo non succede, l’azienda avrà il tempo di attrezzarsi per limitare le perdite e la produzione di altro insoluto, o di recuperare, con il credito, il rapporto intrattenuto con il cliente.

Un approccio di questo genere facilita il recupero del credito e consente all’azienda creditrice di maturare una percezione chiara e verosimile sulla solvibilità del proprio cliente prima ancora che l’esposizione creditoria aumenti in modo inconsapevole.

Un ritardo nel riconoscimento dello stato di insolvenza infatti, determina di per sé il rischio che il recupero del credito sia più difficile da ottenere.

Agire prima che la situazione di insolvenza sia cronicizzata consente invece una percentuale di successo maggiore nel recupero del credito.